Unione interviene a XXIV Ass. nazionale rapp. OV: riforma del metodo di assegnazione delle posizioni interesse comune OV-Enti

L’Unione è intervenuta per la prima volta nell’Assemblea Nazionale Rappresentanti OV SCU. Salvo alcuni piccoli elementi contrattuali ancora da riformare, come la possibilità di servizio civile in meno di 5 giorni settimanali, nonchè l’accessibilità da parte delle/dei candidate/i non selezionate/i alle posizioni vacanti, il direttore dell’Unione, Giovanni Rende, ha invitato le/i rappresentanti ad interessarsi di un problema comune, l’attuale metodo di assegnazione delle posizioni, che colpisce anzitutto le/gli OV, non garantendo omogenea distribuzione territoriale delle posizioni e non premiando la reale qualità dell’esperienza offerta da parte degli Enti alle/ai giovani.

III Assemblea Unione: unità di intenti tra reti di Enti SCU, ma manca dialogo sul futuro

Si è svolto a Palermo il 14 e 15 novembre 2025 la III assemblea annuale dell’Unione Nazionale Servizio Civile. Presente e rappresentato l’intero sistema del Servizio Civile: Dipartimento, Regioni, Rappresentanza degli OV e degli Enti SCU (CNESC e CSV Net). Tema centrale il prossimo Piano Triennale 2026-8 che, secondo quanto reso noto dal Dipartimento, non affronterà le reali criticità del sistema, al di là di alcune utili semplificazioni amministrative.

II assembla nazionale Unione: condivisa l’esigenza di cambiamento

Il 29 novembre si è tenuta a Milano la II Assemblea annuale dell’Unione Nazionale Servizio Civile, con la partecipazione di rappresentanti dell’intero sistema SCU, incluse istituzioni, enti e reti associative. Il tema principale è stato il futuro del Servizio Civile, con focus sulle criticità del sistema di assegnazione delle posizioni agli enti SCU. L’Unione, attraverso un manifesto pubblicato sul proprio sito, ha denunciato problemi come l’ineguale distribuzione geografica e settoriale delle posizioni, l’imprevedibilità delle valutazioni e la scarsa attivazione di meccanismi di garanzia regionale. Questi fattori ostacolano investimenti strutturali e continuità degli interventi, lasciando territori senza operatori SCU. Le reti presenti hanno condiviso tali difficoltà, aprendo a discussioni su possibili soluzioni.